PSICOPEDAGOGIA2.4 Teorie Cognitiviste
p. 70 del manuale · 13 esercizi
Sezioni
2.4.1 Atkinson & Shiffrin (memoria)p. 71 · 4 esercizi★
Il modello multi-magazzino: memoria sensoriale, a breve e a lungo termine; tipi di MLT e strategie.
- Atkinson e Shiffrin (1968): modello multi-magazzino, metafora della mente come tre memorie che si scambiano informazioni.
- Memoria sensoriale: input grezzi dai sensi per alcuni millisecondi (iconica: immagine sulla retina; ecoica: suono nell'apparato uditivo). MBT: 20-30 secondi, span di 7±2 chunk (George Miller). MLT: informazioni ben elaborate, tempo indefinito, capacità immensa, accesso dipendente da organizzazione, significato, emozioni.
- MLT secondo Squire: dichiarativa («sapere che cosa»; episodica = eventi vissuti, semantica = conoscenze generali) e procedurale («sapere come»; implicita, si esprime nel fare: andare in bicicletta).
- Strategie di memoria, in ordine di efficacia crescente: ripetizione, organizzazione (chunking), elaborazione. I bambini piccoli non le usano spontaneamente (deficit di produzione) e le acquisiscono con istruzione e pratica.

Il libro presenta lo schema del modello e un'altra figura sulla MLT: non incluse in questa scheda. Il libro rimanda a didattica metacognitiva (3.3.3.B) e strategie di studio (2.13.4).
Libro, p. 71 · ★
2.4.2 Neisser (percezione)p. 73 · 2 esercizi☆
Neisser: percezione come processo attivo e memorie flashbulb poco affidabili.
- Padre fondatore del cognitivismo, Neisser è noto per gli studi su percezione e memoria. Per il comportamentismo la percezione era una risposta rigida e automatica agli stimoli; per il cognitivismo è un processo attivo (percezione ecologica): le persone interpretano le informazioni per costruire la propria esperienza del mondo.
- Memorie flashbulb (Brown e Kulik, 1977): eventi che sembrano vividi e indelebili. Neisser fa scrivere agli studenti come avevano saputo dell'esplosione del Challenger, poi li interroga due anni e mezzo dopo: dettagli confusi, modificati, inventati, ma raccontati con la stessa fiducia.
- Neisser sistematizza il cognitivismo nel 1967 con «Psicologia cognitivista»: a differenza dei comportamentisti, per i quali la mente era una «black box» impenetrabile, i cognitivisti la studiano da dentro (percezione, attenzione, memoria...).
DA VERIFICARE: il libro definisce Neisser «psicologo tedesco»; è di solito indicato come psicologo americano di origine tedesca.
Libro, p. 73 · ☆
2.4.3 Chomsky (linguaggio)p. 73 · 4 esercizi★
Chomsky: critica a Skinner, LAD e grammatica universale, competence e performance.
- Chomsky, linguista e filosofo americano, entra nel paradigma cognitivista con la critica al comportamentismo. Nel 1959, recensendo Verbal Behavior di Skinner, attacca l'idea che il linguaggio si apprenda solo per condizionamento (imitazione e rinforzo): troppo semplicistica.
- Introduce il Language Acquisition Device (LAD): meccanismo innato, presente dalla nascita, che decodifica e assimila la grammatica universale condivisa da tutte le lingue. È l'innatismo del linguaggio.
- Competence: capacità innata di comprendere una lingua. Performance: capacità di usare ciò che si è appreso con la competence per comunicare, formulare frasi, idee.
Libro, p. 73 · ★
2.4.4 Attenzione Selettiva e Sostenutap. 74 · 3 esercizi★
Attenzione selettiva (Broadbent, Treisman) e sostenuta (Mackworth, Posner & Petersen).
- L'attenzione permette di focalizzare le risorse su stimoli rilevanti, ignorare gli irrilevanti e mantenere il focus nel tempo. Due forme: selettiva e sostenuta.
- Selettiva: concentrarsi su un singolo stimolo tra molti. Broadbent (1958): filtro precoce, passano solo gli stimoli selezionati per caratteristiche fisiche (volume, posizione). Treisman (1964) corregge: il filtro attenua gli irrilevanti, così stimoli significativi come il proprio nome catturano comunque l'attenzione. Esempio: effetto cocktail party.
- Sostenuta: mantenere il focus a lungo, anche in compiti monotoni. Mackworth (1948), Clock Test: vigilance decrement, la vigilanza cala nelle attività ripetitive.
- Posner & Petersen (1990), tre reti attentive: allerta (sostenere la vigilanza), orientamento (spostare il focus), controllo esecutivo (risolvere conflitti).
Libro, p. 74 · ★