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PSICOPEDAGOGIA2.14 Emozioni e relazioni nello sviluppo

p. 118 del manuale · 16 esercizi

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Sezioni

2.14.1 Lo sviluppo emotivop. 119 · 4 esercizi★★★

Emozioni primarie e secondarie, Rouge Test e le tre abilità della competenza emotiva.

  • Emozioni primarie (di base), dai primi mesi: gioia, tristezza, rabbia, paura, disgusto, sorpresa. Per Ekman sono universali: l'espressione facciale è riconosciuta in culture diverse.
  • Emozioni secondarie (autocoscienti o complesse): imbarazzo, vergogna, senso di colpa, orgoglio, invidia; dal secondo anno, perché richiedono consapevolezza di sé e valutazione sociale.
  • Rouge Test: macchia di rossetto sul naso; se il bambino, allo specchio, si tocca il naso (non lo specchio), ha riconosciuto sé stesso, in genere tra i 15 e i 24 mesi.
  • Competenza emotiva, tre abilità: espressione (manifestare le emozioni in modo adeguato), comprensione (riconoscerle in sé e negli altri), regolazione (modularne intensità e durata). Vi lavorano l'alfabetizzazione emotiva di Goleman (2.11.3) e la didattica emotiva/SEL (3.3.3.I).
DA RICORDARERouge Test: la consapevolezza di sé si verifica con il riconoscimento allo specchio, tra i 15 e i 24 mesi.
emozioni primarieemozioni secondarieEkmanRouge Testcompetenza emotivaespressionecomprensioneregolazione

Libro, p. 119 · ★★★

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2.14.2 Empatia e relazioni socialip. 119 · 7 esercizi★★★

Empatia, relazioni verticali e orizzontali, stili genitoriali di Baumrind.

  • Empatia: sentire e comprendere lo stato emotivo dell'altro mantenendo la distinzione tra sé e l'altro. Componente affettiva (risuonare) e cognitiva (assumere la prospettiva altrui).
  • La prospettiva altrui è imparentata con la teoria della mente: attribuire agli altri credenze e desideri diversi dai propri, verso i 4 anni.
  • Relazioni verticali (genitori, insegnanti): sicurezza, protezione, cure e modelli. Orizzontali (pari): cooperazione, competizione regolata, negoziazione, intimità, che le verticali non allenano allo stesso modo.
  • Baumrind: stili genitoriali su calore/responsività e controllo/esigenza; tre stili, poi quattro.
Mostra altri 2 punti
  • Autorevole (alto calore, alto controllo): regole chiare e spiegate, ascolto, aspettative alte; esiti migliori. Autoritario (basso calore, alto controllo). Permissivo (alto calore, basso controllo). Trascurante (basso, basso), aggiunto da Maccoby e Martin.
  • Vale anche per gli insegnanti: lo stile autorevole è associato ai risultati migliori (profilo «autorevole» del modello MITB, 3.4.2).
DA RICORDAREIl quarto stile, trascurante (basso calore, basso controllo, disimpegno), fu aggiunto da Maccoby e Martin.
Gli stili genitoriali di Baumrind. Tabella: Calore, Controllo, Tratti
Infografica · Gli stili genitoriali di Baumrind
empatiateoria della menterelazioni verticalirelazioni orizzontaliBaumrindautorevoleautoritariopermissivotrascurante

DA VERIFICARE: nel libro il paragrafo sull'empatia si apre con «invece» senza antecedente esplicito.

Libro, p. 119 · ★★★

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2.14.3 La comunicazione non verbalep. 120 · 1 esercizi★

La comunicazione non verbale: componenti, prossemica e uso in classe.

  • Comprende gesti, mimica facciale, sguardo, postura e paralinguistica (tono, volume, pause).
  • La prossemica (Hall) studia la gestione dello spazio interpersonale: distanza intima, personale, sociale e pubblica.
  • In classe la comunicazione non verbale del docente (posizione, sguardo, prossimità) è uno strumento di gestione silenzioso ma potentissimo (assiomi di Watzlawick, 2.12.4).
comunicazione non verbaleparalinguisticaprossemicaHalldistanza intima, personale, sociale, pubblica

Libro, p. 120 · ★

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2.14.4 Il giocop. 121 · 4 esercizi★

Il gioco: le classificazioni di Parten (sociale) e di Piaget (cognitiva).

  • Il gioco è il «lavoro» del bambino, con pieno valore educativo.
  • Parten (1932), in ordine di socialità crescente: solitario, da spettatore, parallelo, associativo, cooperativo.
  • Piaget lega i giochi agli stadi: di esercizio (senso-motorio, 0-2 anni), simbolico (dai 2 anni, preoperatorio), di regole (dall'età scolare).
  • Gioco simbolico: prima il far finta su di sé (fingere di dormire), poi la finzione si estende a oggetti e altri.
DA RICORDARELa sequenza di Parten riflette lo sviluppo delle competenze sociali.
DA RICORDAREParallelo: fianco a fianco ma ognuno per conto suo. Associativo: si scambiano i materiali, ma ognuno persegue il proprio scopo.
giocoPartengioco parallelogioco associativogioco cooperativoPiagetgioco simbolicogioco di regole

Libro, p. 121 · ★

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