PSICOPEDAGOGIA2.13 Psicologia dell’apprendimento scolastico
p. 113 del manuale · 25 esercizi
Sezioni
2.13.1 Lettura e scritturap. 113 · 8 esercizi★★★
Come si legge e si scrive: modello a due vie, tappe di apprendimento e precursori.
- Modello a due vie (Coltheart): il cervello usa due percorsi, entrambi.
- Via lessicale (diretta o visiva): riconosce la parola intera consultando il lessico mentale; è del lettore esperto e l'unica che funziona con le parole irregolari (es. yacht).
- Via fonologica (indiretta o sublessicale): la parola è letta un pezzetto alla volta, grafema in fonema, poi si uniscono i suoni; è di chi inizia a leggere e serve per le non-parole (es. «brivo»).
- Nella dislessia (4.2.2) una o entrambe le vie sono deficitarie.
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- Ferreiro e Teberosky (prima della scuola): presillabica, sillabica (un segno per sillaba), sillabico-alfabetica (passaggio), alfabetica (un segno per ogni suono). Per la lettura c'è anche il modello di Uta Frith.
- Precursori della lettura: consapevolezza fonologica, conoscenza delle lettere, lessico orale, RAN. Scrittura: aspetti strumentali (grafo-motori) e costruttivi (ortografia, struttura del testo).
Il libro descrive le tappe del modello di Uta Frith con un'immagine/tabella: non inclusa in questa scheda.
Libro, p. 113 · ★★★
2.13.2 La comprensione del testop. 115 · 2 esercizi★
La comprensione del testo come rappresentazione mentale: il modello di van Dijk e Kintsch.
- Comprendere non è decodificare: è costruire una rappresentazione mentale.
- Modello di van Dijk e Kintsch: microstruttura (proposizioni e legami), macrostruttura (idee principali), modello della situazione (la scena rappresentata).
- Le inferenze (anche «di coerenza») sono i motori del processo; coinvolti anche lessico e memoria di lavoro.
Libro, p. 115 · ★
2.13.3 La cognizione numericap. 115 · 3 esercizi★
La cognizione numerica: i cinque principi del conteggio (Gelman e Gallistel) e i fatti aritmetici.
- Parte da una sensibilità innata alla quantità; su di essa la scuola sviluppa il calcolo.
- Principi del conteggio (Gelman e Gallistel), cinque: corrispondenza biunivoca, ordine stabile, cardinalità, astrazione, irrilevanza dell'ordine.
- Fatti aritmetici: calcoli base (tabelline, 2+2) archiviati nella memoria a lungo termine e recuperati all'istante; liberano risorse cognitive. Difficoltà persistenti orientano alla discalculia (4.2.2).
Libro, p. 115 · ★
2.13.4 Le strategie di studiop. 116 · 6 esercizi★★★
Le quattro fasi dello studio e perché le strategie funzionano (memoria, oblio, testing effect).
- Lo studio è apprendimento intenzionale e autonomo, in quattro fasi.
- 1) Organizzazione iniziale: anteprima del materiale, obiettivo, pianificazione di tempi e metodo.
- 2) Elaborazione: la ripetizione è utile ma superficiale; più efficaci elaborazione e riorganizzazione (schema, mappa, riassunto).
- 3) Autoverifica: domande sul materiale a fine lettura; consolida la memoria e segnala ciò che non si è capito. Non anticipa i contenuti (lo fa l'anteprima).
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- 4) Recupero e transfer: richiamo attivo e trasferimento in situazioni nuove (es. percentuali di matematica per leggere un grafico in geografia).
- Funzionano perché assecondano la memoria: l'elaborazione aggancia il nuovo alla memoria a lungo termine (Atkinson e Shiffrin, 2.4.1); ripasso distribuito e autoverifica contrastano la curva dell'oblio di Ebbinghaus. Servono anche motivazione (2.10) e metacognizione (2.5.4).
Libro, p. 116 · ★★★
2.13.5 Lo sviluppo del linguaggiop. 117 · 6 esercizi★★
Tappe e processi dello sviluppo del linguaggio, componenti della lingua, bilinguismo e disturbi.
- Il linguaggio si sviluppa con grande regolarità in tutte le culture; si impara con imitazione e interazione con l'adulto.
- Due processi chiave: denominazione (l'adulto nomina gli oggetti mentre il bambino li guarda) e attenzione condivisa (guardare insieme lo stesso oggetto, sapendo di farlo).
- Componenti: fonologia (suoni), semantica (significato), sintassi o morfosintassi (combinazione delle parole), pragmatica (uso nei contesti, 2.12).
- Bilinguismo simultaneo (due lingue dalla nascita) e consecutivo (seconda lingua più tardi, in genere dopo i 3 anni): non confonde né ritarda, è una risorsa cognitiva.
- Disturbi del linguaggio: difficoltà persistenti nei suoni o fragilità in lessico e frasi, non spiegabili da problemi sensoriali; rientrano nei disturbi del neurosviluppo (4.2.2). L'intervento logopedico precoce è il più efficace.
Il libro presenta le tappe principali dello sviluppo del linguaggio con un'immagine/tabella: non inclusa in questa scheda.
Libro, p. 117 · ★★