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Quiz di ripasso › Psicopedagogia › 2.10

PSICOPEDAGOGIA2.10 Teorie su bisogni e motivazione

p. 101 del manuale · 14 esercizi

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Sezioni

2.10.1 Maslow (bisogni)p. 101 · 3 esercizi★

I cinque livelli dei bisogni di Maslow, la questione della piramide e i due limiti del modello.

  • Teoria dell'americano Abraham Maslow, proposta per la prima volta nell'articolo «A Theory of Human Motivation» (1943).
  • Dal basso: bisogni fisiologici (sopravvivenza), di sicurezza (economica, incolumità), di appartenenza (casa, amicizia, amore, intimità).
  • Poi i bisogni di stima (prestigio, padronanza, realizzazione, indipendenza) e, al gradino più alto, l'autorealizzazione: esigenze di tipo «spirituale».
  • La piramide è oggi ampiamente usata, ma non ha alcuna validità scientifica.
  • Due limiti: ignora che le spinte interne possano nascere dall'interazione con l'ambiente; esclude la compresenza di più bisogni (livelli strettamente sequenziali).
DA RICORDAREMaslow non sistematizzò mai i bisogni in una piramide: l'idea di gerarchizzarli così è postuma, per facilitarne la comprensione.
DA RICORDARELimiti del modello: spinte motivazionali anche dall'ambiente; più bisogni possono coesistere (non è una sequenza stretta).
Maslowpiramide dei bisognibisogni fisiologicibisogni di sicurezzabisogni di appartenenzabisogni di stimaautorealizzazione

Il libro mostra la piramide dei bisogni con un'immagine: non inclusa in questa scheda.

Libro, p. 101 · ★

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2.10.2 Atkinson (successo)p. 102 · 3 esercizi★

La motivazione al successo di Atkinson: due forze opposte, tre fattori e difficoltà intermedia.

  • Negli anni '60 John Atkinson elabora la Teoria sulla motivazione al successo: il comportamento come equilibrio dinamico tra due forze opposte.
  • Le due forze: ricerca del successo (sfide, riconoscimenti, sentirsi competenti) ed evitamento del fallimento (timore di perdere stima o di giudizi negativi).
  • Portare a termine un compito dipende da tre fattori: motivazione personale, probabilità di successo percepita, valore del successo.
  • Il massimo coinvolgimento si ha con compiti di difficoltà intermedia: né banali né impossibili, ma stimolanti. Come intuito da Vygotskij (2.6.3).
DA RICORDARECompiti di difficoltà intermedia: non banali (non sfidano), né impossibili (demotivano).
Atkinsonmotivazione al successoricerca del successoevitamento del fallimentoprobabilità di successo percepitadifficoltà intermedia

Libro, p. 102 · ★

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2.10.3 Weiner (motivazione)p. 103 · 2 esercizi☆

Le attribuzioni di Weiner: come spieghiamo successi e insuccessi e cosa cambia nella motivazione.

  • Negli anni '70 B. Weiner studia le attribuzioni: le spiegazioni che ci diamo dei risultati, che influenzano emozioni, motivazione e comportamenti futuri.
  • Tre dimensioni: locus (interno/esterno), stabilità (stabile/instabile), controllabilità (controllabile/incontrollabile). L'impegno è la causa controllabile per eccellenza.
  • «Non sono portato» (interna, stabile, incontrollabile) porta ad arrendersi e all'impotenza appresa di Seligman; «non ho studiato abbastanza» (interna, instabile, controllabile) spinge a fare di più.
DA RICORDAREAttribuire i fallimenti a cause interne, stabili e incontrollabili è l'anticamera dell'impotenza appresa; attribuirli all'impegno tiene aperto il miglioramento.
Weinerattribuzionilocusstabilitàcontrollabilitàimpotenza appresaSeligman

Libro, p. 103 · ☆

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2.10.4 Deci & Ryan (motivazione)p. 103 · 2 esercizi☆

La teoria dell'autodeterminazione: motivazione intrinseca ed estrinseca e i tre bisogni psicologici.

  • Negli anni '80 E. Deci e R. Ryan propongono la Teoria dell'autodeterminazione (SDT): cosa spinge ad agire e come questo incide su benessere e apprendimento.
  • Intrinseca: nasce da piacere e curiosità per l'attività stessa. Estrinseca: poggia su fattori esterni (premi, voti, approvazione) e funziona spesso solo nel breve termine.
  • Tre bisogni alimentano quella intrinseca: autonomia, competenza (vedi autoefficacia, Bandura 2.2.1), relazionalità. Se sono ostacolati ci si appoggia alla motivazione estrinseca, con conseguenze come ansia, calo della creatività, apprendimento superficiale.
DA RICORDAREEsempio del libro: chi ama la matematica grazie alla docente esplora con curiosità; chi studia solo per il voto tende a memorizzare senza capire.
Deci e Ryanautodeterminazione (SDT)motivazione intrinsecamotivazione estrinsecaautonomiacompetenzarelazionalità

Libro, p. 103 · ☆

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2.10.5 Elliot e Dweck (obiettivi)p. 104 · 4 esercizi★

Gli obiettivi di riuscita di Elliot e le teorie implicite dell'intelligenza di Dweck.

  • Elliot: l'obiettivo di riuscita è una rappresentazione cognitiva del futuro che dirige il comportamento. Distingue obiettivi di padronanza (accrescere la competenza) e di prestazione (dimostrare di essere bravi o di non essere peggiori degli altri).
  • Incrociando con avvicinamento/evitamento: padronanza-avvicinamento, padronanza-evitamento, prestazione-avvicinamento, prestazione-evitamento (il più dannoso per l'apprendimento).
  • Per Elliot padronanza e prestazione (di avvicinamento) sono adattive; è l'evitamento a essere disfunzionale. Anche il clima di classe orienta gli obiettivi.
  • Dweck: teoria entitaria (mindset fisso, intelligenza immodificabile: davanti all'errore si rinuncia) e incrementale (mindset di crescita: l'intelligenza aumenta con l'esercizio).
  • Feedback: lodare impegno e processo alimenta il mindset di crescita; lodare la dote («sei intelligente») alimenta quello fisso.
DA RICORDARETra i quattro obiettivi, prestazione-evitamento («voglio evitare la brutta figura») è il più dannoso per l'apprendimento.
I quattro obiettivi di Elliot. Tabella: Avvicinamento, Evitamento
Infografica · I quattro obiettivi di Elliot
Elliotobiettivi di padronanzaobiettivi di prestazioneavvicinamentoevitamentoDweckmindset fissomindset di crescita

Libro, p. 104 · ★

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