Quiz di ripasso › Metodologia › 3.8
METODOLOGIA3.8 La scuola come comunità educante
p. 188 del manuale · 16 esercizi
Sezioni
3.8.1 Organi collegiali e corresponsabilitàp. 189 · 4 esercizi★★★
Organi collegiali e Patto di corresponsabilità: chi decide che cosa nella scuola.
- Nati con i Decreti Delegati del 1974 (DPR 416/1974), oggi disciplinati dal D.Lgs. 297/1994 (Testo Unico): realizzano la partecipazione democratica nella scuola.
- Collegio dei docenti: potere deliberante sul funzionamento didattico, elabora il PTOF. Consiglio di istituto (o di circolo): indirizzo gestionale ed economico, approva il PTOF.
- Consigli di classe, di interclasse (primaria), di intersezione (infanzia), con genitori (e studenti nel II grado). Comitato per la valutazione dei docenti: parere sul superamento dell'anno di prova dei neoassunti. Assemblee studentesche e dei genitori.
- Patto educativo di corresponsabilità (DPR 235/2007): accordo tra scuola, famiglia e studenti all'iscrizione nella secondaria, con diritti e doveri reciproci. Esprime la corresponsabilità educativa e la scuola come comunità educante aperta al territorio.
DA RICORDARECollegio dei docenti elabora il PTOF; il Consiglio di istituto lo approva.
Decreti DelegatiDPR 416/1974D.Lgs. 297/1994Collegio dei docentiConsiglio di istitutoComitato per la valutazionePatto educativo di corresponsabilitàDPR 235/2007
Libro, p. 189 · ★★★
3.8.2 L’autonomia scolasticap. 189 · 4 esercizi★★
L'autonomia scolastica: norme, implicazioni pedagogiche e radici costituzionali.
- L. 59/1997 (art. 21) e DPR 275/1999: autonomia didattica, organizzativa, di ricerca e sperimentazione. Implicazioni: più responsabilizzazione della comunità scolastica e percorsi adattati alle esigenze locali; il curricolo di istituto prende il posto dei programmi nazionali (3.1.2).
- L. 107/2015 («Buona Scuola»): rafforza l'impianto; le scuole scelgono su insegnamenti e attività curricolari, extracurricolari e organizzative (organico dell'autonomia, PTOF triennale, flessibilità oraria, animatore digitale: 5.1).
- Radici nella Costituzione: art. 33 («L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento») per la libertà di insegnamento; art. 34 apre la scuola a tutti e rende obbligatoria e gratuita l'istruzione inferiore. L'autonomia è lo strumento di questi principi, non una deroga.
L. 59/1997DPR 275/1999autonomia didatticaL. 107/2015PTOF triennaleart. 33art. 34
Libro, p. 189 · ★★
3.8.3 Pedagogia interculturale e alunni stranierip. 190 · 5 esercizi★★★
Intercultura e accoglienza degli alunni stranieri: la prospettiva e le Linee guida 2014.
- Pedagogia interculturale: culture dinamiche, non blocchi chiusi da «tollerare», che si arricchiscono nell'incontro. L'intercultura non è una disciplina aggiuntiva ma una prospettiva trasversale a tutto il curricolo.
- Sfida della diversità: valorizzare le situazioni individuali evitando che la differenza diventi disuguaglianza e che lo svantaggio impedisca di raggiungere gli obiettivi essenziali.
- «Linee guida per l'accoglienza e l'integrazione degli alunni stranieri» (MIUR, 2014): documento operativo di riferimento, un classico d'esame.
- Classi: favorire l'eterogeneità delle cittadinanze, evitando classi omogenee per provenienza; alunni con ridotta conoscenza dell'italiano, di norma non oltre il 30% per classe.
- Iscrizione in qualunque momento dell'anno, classe corrispondente all'età anagrafica (salvo diversa delibera), laboratori di italiano L2, valorizzazione della lingua d'origine, mediatori linguistico-culturali, PDP solo se necessario e transitorio (4.2.3).
DA RICORDARENelle classi: massimo di norma il 30% di alunni con ridotta conoscenza dell'italiano; PDP solo se necessario e a carattere transitorio.
pedagogia interculturaleLinee guida del 2014eterogeneità30% per classeitaliano L2mediatori linguistico-culturaliPDP
Libro, p. 190 · ★★★
3.8.4 Educazione ecologica e Agenda 2030p. 191 · 3 esercizi★
Educazione ecologica e Agenda 2030: obiettivo 4 e collegamenti con educazione civica e GreenComp.
- Educazione ecologica: la cultura dello spreco causa l'impoverimento ambientale, quindi educare a conservare è un suo obiettivo. Mira a formare un abitante responsabile del pianeta: cittadinanza planetaria (o terrestre, nel lessico di Morin: 1.8.2).
- Agenda 2030 dell'ONU (2015): 17 obiettivi di sviluppo sostenibile. In ambito educativo l'Obiettivo 4: «fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti».
- La sostenibilità entra nel curricolo con l'educazione civica (3.7) e, in Europa, con il quadro GreenComp (3.2.2).
educazione ecologicacultura dello sprecocittadinanza planetariaMorinAgenda 2030Obiettivo 4GreenComp
Libro, p. 191 · ★