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METODOLOGIA3.4 Relazione Educativa

p. 174 del manuale · 20 esercizi

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Sezioni

3.4.1 Modelli Teoricip. 174 · 6 esercizi★★

Tre modelli di relazione educativa: Rogers (centrata sullo studente), Noddings (cura), poi il ruolo della comunicazione.

  • Rogers: l'efficacia dell'educazione dipende dalla qualità della relazione insegnante-allievo, né troppo amicale né autoritaria e direttiva. L'insegnamento efficace è centrato sullo studente (learner-centered teaching).
  • Principio radicale di Rogers: «Nulla può essere insegnato, tutto può essere appreso autonomamente». L'insegnante è facilitatore: non impone contenuti, non trasmette nozioni passivamente, crea le condizioni per un apprendimento significativo.
  • Radice umanistica: ogni persona ha una tendenza attualizzante (spinta all'autorealizzazione). Da qui la terapia centrata sul cliente (non «paziente»), con tre principi: autenticità (congruenza), empatia, accettazione incondizionata.
  • Noddings (filosofa e pedagogista americana): al centro c'è la CURA (caring), un rapporto di cura reciproca. Concetto chiave: la RISPOSTA, cioè il docente risponde alla richiesta dello studente partendo dalla conoscenza profonda che ha di lui. La cura si estende a famiglia, comunità e società.
  • Comunicazione: relazione e comunicazione non si separano; per la teoria dei sistemi la comunicazione è un sistema i cui elementi si influenzano. Elemento efficace: l'ascolto attivo, clima non giudicante che coglie anche il linguaggio non verbale.
DA RICORDAREEmpatia secondo Rogers: «sentendo come lui senza perdere il come se».
Rogerslearner-centered teachingfacilitatoretendenza attualizzanteNoddingsCURA (caring)RISPOSTAascolto attivo

DA VERIFICARE: il paragrafo intitolato «Bauman» non nomina mai Bauman: parla di Rogers, teoria dei sistemi, comunicazione e ascolto attivo. Qui riportato come dice il libro. Rogers è citato con una frase del 1968 sull'apprendimento «veramente significativo» quando lo studente lo percepisce rilevante per sé.

Libro, p. 174 · ★★

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3.4.2 Stili Educativi (docenti)p. 176 · 4 esercizi★

Come si fotografa lo stile del docente: il modello MITB e le sue due dimensioni.

  • Gli stili educativi dei docenti sono comportamenti e atteggiamenti che possono fare da muri o da ponti nelle relazioni con gli alunni.
  • Strumento più usato: il Model for Interpersonal Teacher Behaviour (MITB), del 1985, gruppo di ricercatori olandesi guidati da Theo Wubbels. Nei quesiti si chiede il MITB, non chi l'ha inventato.
  • Due dimensioni: influenza (dominanza-sottomissione) e prossimità (opposizione-cooperazione). Dall'incrocio otto profili di docente: quattro per un buon clima d'aula, quattro per un clima difficile.
  • Regola dei quesiti: i climi migliori da alta prossimità e influenza equilibrata (autorevole, tollerante-autorevole); i peggiori da opposizione e incertezza (incerto-aggressivo). Il MITB mostra come gli studenti percepiscono il docente.
DA RICORDAREI quesiti vogliono questa regola: clima migliore con alta prossimità e influenza equilibrata, peggiore con opposizione e incertezza.
MITBWubbelsinfluenzaprossimitàdominanzacooperazioneotto profili

Il libro presenta i profili del MITB in una figura (nel testo ne sono citati solo tre per nome): non inclusa in questa scheda.

Libro, p. 176 · ★

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3.4.3 Stili Cognitivi (alunni)p. 177 · 4 esercizi★

Sei coppie di stili cognitivi, e la differenza tra stile cognitivo e stile di apprendimento.

  • Da non confondere: lo stile cognitivo risponde a «come mi approccio alla realtà e ai problemi?» (come si elaborano le informazioni); lo stile di apprendimento a «come imparo meglio?».
  • Globale (aspetti d'insieme) contro analitico (particolari). Sistematico (piccoli passi, tutte le variabili) contro intuitivo (intuizioni e ipotesi da confermare o confutare). Verbale (pensa per parole) contro visuale (per immagini).
  • Impulsivo (decisioni rapide, rischio di errori) contro riflessivo (valuta prima di agire). Dipendente dal campo (facilmente influenzabile) contro indipendente dal campo (autonomo). Convergente (soluzioni pratiche, domande chiuse) contro divergente (idee creative, brainstorming).
DA RICORDAREStile cognitivo ≠ stile di apprendimento: il libro apre la sezione con questa distinzione, dicendo che è fondamentale.
stile cognitivostile di apprendimentoglobale/analiticosistematico/intuitivoverbale/visualeimpulsivo/riflessivodipendente/indipendente dal campoconvergente/divergente

Libro, p. 177 · ★

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3.4.4 Stili di Apprendimento (alunni)p. 179 · 6 esercizi★★

Tre teorie degli stili di apprendimento: Kolb (ciclo), Fleming (VARK), Honey e Mumford.

  • Kolb: teoria dell'apprendimento esperienziale, tra le prime a concettualizzare gli stili di apprendimento; ispirata a Dewey, K. Lewin, Piaget e C. Rogers. L'apprendimento è un ciclo di quattro fasi: esperienza concreta, riflessione, concetti astratti, applicazione a nuovi contesti.
  • La predominanza di un momento del ciclo suggerisce 4 orientamenti di base e quindi 4 stili di apprendimento.
  • Fleming perfeziona il modello VAK (visivo-uditivo-cinestetico) nel VARK: Visual, Auditory, Read/Write, Kinesthetic. Il cinestetico apprende «facendo»; il Read/Write predilige testi scritti e appunti.
  • Honey e Mumford, ispirati al ciclo di Kolb: attivista (impara facendo), riflessivo (riflettendo), teorico (attraverso teorie), pragmatico (applicando).
Honey e Mumford: i 4 stili. Tabella: Stile, Impara
Infografica · Honey e Mumford: i 4 stili
Kolbapprendimento esperienzialeVARKFlemingHoney e Mumfordattivistariflessivoteorico

Il libro spiega il ciclo di Kolb e i suoi 4 stili con due immagini/tabelle: non incluse in questa scheda (nel testo gli stili di Kolb non sono nominati).

Libro, p. 179 · ★★

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