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Quiz di ripasso › Metodologia › 3.3

METODOLOGIA3.3 Programmazione Disciplinare

p. 134 del manuale · 55 esercizi

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Sezioni

3.3.1 UD e UDAp. 134 · 4 esercizi★

I passaggi della programmazione e la differenza tra UD (unità didattica) e UDA (unità didattica di apprendimento).

  • La programmazione segue sette passaggi: analisi e osservazione (3.3.5) della situazione iniziale; definizione degli obiettivi; selezione dei temi; pianificazione del percorso; scelta di strategie, metodologie, tecniche e strumenti (3.3.3); svolgimento delle lezioni; verifica e valutazione (3.3.6).
  • UD: segue l'iter sopra, fa parte del Curricolo Verticale e mira a obiettivi a breve termine (fino a 1 mese). Più unità formano un Modulo Didattico, oggetto della programmazione annuale, con obiettivi a medio e lungo termine.
  • UDA: esplicitazione del Curricolo Orizzontale. È studentocentrica, multidisciplinare (non esiste UDA con un solo docente), dinamica e flessibile; valutazione osservativa con rubriche, non sommativa; fa acquisire più competenze che abilità e conoscenze.
DA RICORDAREUD e UDA non sono la stessa cosa: l'UD è del Curricolo Verticale, l'UDA del Curricolo Orizzontale.
UDUDAModulo DidatticoCurricolo VerticaleCurricolo Orizzontalerubriche valutative

DA VERIFICARE: il libro (3.3) presenta la programmazione come «a breve termine», ma in 3.3.1 la programmazione annuale del Modulo Didattico mira a obiettivi a medio e lungo termine.

Libro, p. 134 · ★

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3.3.2 Strategie Didattichep. 135 · 4 esercizi★★

Strategie espositive ed euristiche, e la differenza tra didattica individualizzata, personalizzata e differenziata.

  • La didattica, a differenza della pedagogia (approccio teorico), studia come applicare i principi teorici (Laeng, 1.8.4). La programmazione ha sette momenti; il concorso si concentra su strategie, metodologie, tecniche e strumenti.
  • Strategia: termine ambiguo, indica l'orientamento complessivo dell'insegnante come facilitatore. Due tipi: espositive (centrate sull'insegnante, a lui dare senso ai contenuti) ed euristiche (centrate sullo studente, learner centred, che prova da solo a dare senso).
  • Sulla carta strategie, metodologie e tecniche sono diverse; in classe e nei quesiti i confini sfumano. Esempi: il brainstorming si adatta a una metodologia cooperativa o metacognitiva; la multimediale può servire una strategia espositiva o euristica.
  • Individualizzata: stessi obiettivi per tutti, cambiano tempi, percorsi, strategie (logica del mastery learning, 3.2.4). Personalizzata: possono cambiare anche gli obiettivi, valorizzando talenti e motivazioni dentro il curricolo comune. Differenziata: metodo di Carol Ann Tomlinson su contenuti, processi, prodotti, in base a readiness, interessi, profili.
DA RICORDAREIndividualizzata/personalizzata/differenziata: tre aggettivi che i quesiti amano far confondere. La personalizzata si riconosce dalla formula «valorizzare le potenzialità di ciascuno».
DA RICORDAREIndividualizzata e personalizzata sono anche il lessico ufficiale di PDP e PEI (4.1.3): «individualizzano» (stessi obiettivi) e «personalizzano» (obiettivi calibrati).
Individualizzata, personalizzata, differenziata. Tabella: Obiettivi, Che cosa si adatta, Come si riconosce
Infografica · Individualizzata, personalizzata, differenziata
strategie espositivestrategie euristichelearner centreddidattica individualizzatadidattica personalizzatadidattica differenziataTomlinson

Il libro illustra con un'immagine come dalle strategie discendono metodologie e tecniche: non inclusa in questa scheda.

Libro, p. 135 · ★★

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3.3.3 Metodologie Didattichep. 137 · 24 esercizi★★★

Le metodologie didattiche (il «come» si insegna), per famiglie: dalla tradizionale alla multimediale ed emotiva.

  • Tradizionale: lezione frontale (docente ATTIVO, studenti PASSIVI; quadro comportamentista); con supporti e domande diventa lezione partecipata. Storytelling (1993): il docente narra. Co-teaching: due o più insegnanti, lezione per argomenti, utile con BES. Apprendistato cognitivo: modeling, coaching, scaffolding, fading.
  • Metacognitiva (Flavell, 2.5.4): conta come si apprende, per imparare ad imparare. Reciprocal Teaching: riassumere, domandare, chiarire, predire. Reflective Practice; Spaced Learning (curva dell'oblio di Ebbinghaus); Seminario Socratico (domande aperte); Mind Mapping (Tony Buzan).
  • Per problemi: Problem Solving con problemi complessi senza risposta unica; se presi dal mondo reale è il PBL (Problem Based Learning); tecnica F.A.R.E. (Focalizzare, Analizzare, Risolvere, Eseguire). Inquiry-Based Learning. Brainstorming (Alex Osborn): creatività, pensiero divergente.
  • Cooperativa: Cooperative Learning (successo di gruppo dipende da tutti; ruoli diversi); Peer Education; per Topping la peer education comprende cooperative learning e Peer Tutoring (tutor/tutee, senza il docente). Jigsaw: gruppi base e gruppi tecnici. Service Learning: servizio alla comunità e apprendimento.
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  • Laboratoriale e per progetti: Discovery Learning (Bruner, The act of discovery, 1961; poi scoperta guidata); Tinkering (costruzionismo di Papert); Trial and Error (obiettivo chiaro). Project Based Learning; Design Thinking in cinque fasi: empatia, definizione, ideazione, prototipazione, test.
  • Per competenze ed emotiva: EAS (Rivoltella: preparatoria, operatoria, ristrutturativa); Circle Time; Role Playing; Debate; UDL (rappresentazione, espressione, engagement: comportamentale, emotivo, cognitivo). Emotiva: il SEL, elaborato dal CASEL, è nato sulla spinta dell'intelligenza emotiva di Goleman; cinque aree.
DA RICORDAREMultimediale: gamification = elementi del gioco (punti, badge...) in un'attività che gioco non è; game-based learning = un gioco vero e proprio come ambiente di apprendimento. Il libro dice che i quesiti chiedono di distinguerle. L'e-learning non è una vera metodologia, ma una risorsa. Flipped classroom: contenuti a casa, applicazione in classe.
DA RICORDAREEAS non è PBL: il PBL si focalizza sulle conoscenze da raccogliere per risolvere il problema del mondo reale, gli EAS sulle abilità pratiche.
Metodologie didattiche in breve. Tabella: Che cos'è, Come si riconosce
Infografica · Metodologie didattiche in breve
lezione frontaleReciprocal TeachingCooperative LearningJigsawDiscovery LearningDesign ThinkingEASUDL

Sezione molto ampia: la scheda raggruppa le tecniche per famiglie. Non sono riassunti nel dettaglio Digital Storytelling, Microlearning e Podcasting (didattica multimediale), che il libro spiega con esempi. Il libro spiega con un'immagine il Mind Mapping e lo schema della Jigsaw: non incluse in questa scheda. DA VERIFICARE: il libro definisce la Jigsaw «variante strutturata della Peer Education», mentre per Topping cooperative learning e peer tutoring sono suddivisioni della peer education; il Cooperative Learning è invece presentato come tecnica a sé. DA VERIFICARE: la sezione C (didattica per problemi, ★★★) è detta dal libro di «utilità teorica», perché il problem solving è prerogativa di tutte le metodologie del learning by doing. DA VERIFICARE: anche la sezione G (didattica per competenze, ★★★) è detta dal libro di scopo «puramente teorico», perché ogni metodologia promuove più competenze.

Libro, p. 137 · ★★★

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3.3.4 Strumenti Didatticip. 159 · 7 esercizi★★★

Mediatori didattici di Damiano e rassegna degli strumenti: digitali, tradizionali, esperienziali.

  • Per Elio Damiano i mediatori didattici stanno «in mezzo» tra realtà e alunno. Quattro tipi, dal concreto all'astratto: attivi (esperienza diretta), iconici (immagini, mappe, schemi, video), analogici (simulazione, role playing, drammatizzazione), simbolici (parole, numeri, formule).
  • Una buona progettazione alterna i mediatori: scende verso il concreto quando introduce, sale verso il simbolico quando formalizza.
  • Tecnologie digitali: LIM (testi, immagini, video, suoni, link); tablet (versatilità e mobilità, soprattutto per i BES). Piattaforme di e-learning: Classroom (organizzazione), Padlet (bacheca virtuale, creatività), Moodle (quiz, forum, percorsi adattabili), piattaforma per quiz (gamification), Canva.
  • Audiovisivi: valore aggiunto solo se arricchiscono la comprensione; dipende dal momento della lezione. Kit di robotica e coding: creatività, problem solving, pensiero computazionale; Scratch (intuitivo e visuale), Python (più avanzato).
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  • Materiali tradizionali: libri di testo e lettura (informazioni organizzate in modo logico e sequenziale; sviluppa competenze linguistiche e analitiche). Mappe concettuali (più strutturate, relazioni gerarchiche) e mentali (colorate, creatività, pensiero associativo; vedi 3.3.3.B).
  • Apprendimento esperienziale e creativo: laboratori scientifici e tecnologici, strumenti musicali e materiali artistici, giocattoli e materiali manipolativi (Montessori, 1.6.3): puzzle (coordinazione, pensiero spaziale), regoli (comprensione intuitiva), gioco libero (creatività, autostima, espressione emotiva).
DA RICORDAREI quattro mediatori di Damiano in ordine, dal più concreto al più astratto: attivi, iconici, analogici, simbolici (i simbolici sono i più economici ma i più lontani dall'esperienza).
mediatori didatticiElio DamianoLIMpiattaforme di e-learningmappe concettualimateriali manipolativi

Il libro presenta i loghi di alcune piattaforme con immagini: non incluse in questa scheda.

Libro, p. 159 · ★★★

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3.3.5 Osservazione Didatticap. 162 · 4 esercizi★

Come si osserva in classe, con quali strumenti raccogliere i dati e come documentare il lavoro.

  • Osservazione didattica: processo sistematico e mirato di raccolta dati su ambiente di apprendimento e interazione tra alunni, più di un ascolto passivo. Si fa a inizio anno e in itinere, partendo da obiettivi chiari. Serve a capire come si apprende, valutare le strategie, individuare miglioramenti, e anche lo stile educativo del docente (3.4.2).
  • Diretta (osservatore in aula) o indiretta (registrazioni, feedback); mirata/intenzionale (aspetti specifici) o guidata (criteri prestabiliti). Metodi di raccolta: appunti descrittivi (o diari), checklist, questionari, interviste, registrazioni audio/video.
  • Analisi: rileggere appunti e registrazioni, cercare pattern ricorrenti, confrontarli con gli obiettivi. Documentare: conservare memoria dei percorsi e rendere visibili i processi di apprendimento a alunni e famiglie; non un archivio burocratico (Reggio Emilia Approach, 1.6.6; E-Portfolio, 3.6.5).
DA RICORDAREMirata/intenzionale: aspetti specifici, linguaggio descrittivo, non giudicante. Guidata: criteri prestabiliti (checklist, scale di valutazione), tipica delle valutazioni formali perché garantisce oggettività e coerenza.
osservazione direttaosservazione indirettachecklistdiaridocumentazione didatticaE-Portfolio

Libro, p. 162 · ★

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3.3.6 Valutazione Didatticap. 164 · 12 esercizi★★★

Quando, che cosa e come si valuta; prove, bias, feedback, rubriche e autovalutazione.

  • Tempi: iniziale (ex ante: diagnosi, prerequisiti, analisi), in itinere (on going, formativa), finale (ex post, sommativa su unità o modulo). Formativa e sommativa: distinzione del 1967 (Scriven). Black e Wiliam (Inside the Black Box, 1998): la formativa migliora molto gli apprendimenti.
  • Oggetto: conoscenze, abilità, competenze a tre livelli: micro (singole discipline, classe), meso (offerta formativa, istituto), macro (nazionale, esami di stato). Modelli da concorso: valutazione autentica di Wiggins (contesti reali; backward design con McTighe) e approccio riflessivo (Altet, Day, Laneve; Schön).
  • Prove (Domenici), per stimolo e risposta: non strutturate (aperto/aperta), semi-strutturate (stimolo chiuso, risposta aperta), strutturate (chiuso/chiusa). Esempi: articolo, portfolio; saggio scientifico, esame orale; test a scelta multipla, vero/falso.
  • Bias valutativi: effetto di contrasto (valutazione rispetto ad altri studenti), alone (influenza delle prestazioni precedenti), Pigmalione (aspettative del docente), stereotipia (pregiudizi), distribuzione forzata (curva predeterminata), status-quo (valutazioni sempre uguali).
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  • Feedback: informazione di ritorno, non giudizio; Sadler (1989): standard atteso, dove sono, che fare. Hattie e Timperley (2007): feed up, feed back, feed forward; livelli compito, processo, autoregolazione, persona. Efficace se specifico, tempestivo, rivolto avanti, non solo un voto, spiegato.
  • Rubrica: tabella con criteri e livelli di qualità; condivisa prima del compito, permette l'autovalutazione. Autovalutazione: checklist, diari, domande-guida. Peer assessment: criteri chiari e condivisi. Portfolio ed exemplar. Valutazione formante (Zi Yan, Boud) e integrata (Wilson e Sloane).
  • Valutazione autentica (Wiggins): positiva, trasparente, significativa, inclusiva e individualizzata, collaborativa. Approccio riflessivo (Altet, Day, Laneve): processo continuo e dinamico, basato sulla riflessione, partecipativo, non solo verifica e controllo ma opportunità di crescita professionale; è quello a cui si rifà il sistema scolastico italiano (autovalutazione dei docenti e di istituto, nucleo interno poi esterno).
  • Feedback literacy (Carless; Winstone e Carless, 2019): capacità dello studente di comprendere, elaborare e utilizzare i feedback.
DA RICORDAREScriven, Black e Wiliam: dei tre nomi, nei quesiti ricorrono soprattutto Black e Wiliam, sempre legati alla valutazione formativa.
DA RICORDAREFeedback: il livello-persona («sei bravo!») è il più usato ma il meno efficace; i livelli processo e autoregolazione sono i più potenti. Il feedback è uscito in tutti i concorsi recenti, e il libro lo definisce «analitico» quando è riferito a criteri.
Le prove di verifica. Tabella: Stimolo, Risposta, Esempi
Infografica · Le prove di verifica
valutazione inizialevalutazione formativavalutazione autenticaapproccio riflessivobias valutativifeedbackrubricapeer assessment

Il libro riporta con un'immagine/tabella l'oggetto della valutazione (conoscenze, abilità, competenze) già richiamata dal 3.2.1: non inclusa in questa scheda. DA VERIFICARE: effetto alone (giudizio influenzato da prestazioni precedenti) ed effetto status-quo (valutazioni mantenute costanti) hanno nel libro definizioni vicine. DA VERIFICARE: per le prove semi-strutturate il libro dice sia «stimolo chiuso» sia «domande aperte»; «ricerca scientifica autonoma» (non strutturata) e «saggio scientifico» (semi-strutturata) sono esempi molto vicini.

Libro, p. 164 · ★★★

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