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Quiz di ripasso › Inclusione › 4.2

INCLUSIONE4.2 Bisogni Educativi Speciali

p. 198 del manuale · 19 esercizi

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Sezioni

4.2.1 Disabilitàp. 198 · 5 esercizi★★

Le tre classificazioni OMS della disabilità: dalla causa al funzionamento.

  • ICD (International Classification of Diseases): la prima classificazione OMS, nata per individuare le cause delle patologie e descrivere, per ogni sindrome, caratteristiche cliniche e diagnostiche.
  • ICIDH: logica causa-effetto su tre livelli. Menomazione (perdita o anomalia di funzioni psico-anatomiche), Disabilità (restrizione dell'abilità di eseguire un'attività in modo considerato normale), Handicap (svantaggio ad assumere un determinato ruolo).
  • ICF: oggi il modello concettuale di riferimento per descrivere la salute e gli stati correlati. Approccio bio-psico-sociale, centrato sul funzionamento della persona e sui fattori contestuali; si applica a tutti gli individui, non solo a chi ha una disabilità.
DA RICORDAREICF-CY: versione dell'ICF ampliata per bambini e adolescenti, dalla nascita fino ai diciotto anni.
ICDICIDHICFbio-psico-socialefunzionamentofattori contestualiICF-CY

La struttura dell'ICF è spiegata nel libro con due immagini: non è inclusa in questa scheda.

Libro, p. 198 · ★★

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4.2.2 Disturbi Evolutivi Specificip. 200 · 8 esercizi★★★

DSA e altri disturbi evolutivi specifici: cosa sono, quali sono, che misure danno.

  • DSA: certificati dalla L. 170/2010 (attuata dal D.M. 5669/2011): danno diritto a PDP e a misure compensative e dispensative. Sono quattro: dislessia (lettura), disortografia (scrittura, componente linguistica), disgrafia (scrittura, componente grafo-motoria), discalculia (numeri e calcolo).
  • Definizione di DSA: capacità cognitive adeguate, assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali; il disturbo coinvolge uno specifico dominio di abilità strumentale e lascia intatto il funzionamento intellettivo generale. Frequente la comorbilità.
  • La scuola attiva interventi tempestivi per individuare i casi sospetti (screening, per esempio la RAN) e li comunica alle famiglie; la diagnosi spetta ai servizi sanitari. Poi il PDP: misure compensative (sintesi vocale, mappe, calcolatrice, tempi aggiuntivi) e dispensative (lettura ad alta voce, copiatura dalla lavagna). Per le lingue straniere: possibile dispensa dalle prove scritte e, nei casi previsti, esonero.
  • Altri disturbi evolutivi specifici: DDAI/ADHD, DSL (abilità verbali), disprassia o SDDMF (abilità non verbali), ASD lieve (ex Asperger: tutelato da PDP; nelle altre forme dà diritto alla certificazione L. 104/92), funzionamento intellettivo limite (QI tra 70 e 85). Per la Direttiva 27/12/2012 danno diritto alle stesse misure dei DSA.
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  • QI sotto 70: non è un disturbo evolutivo specifico ma una disabilità mentale, lieve (50-70) o moderata (30-50).
  • Distinzione trasversale: disturbi internalizzanti (ansia, depressione: il disagio è rivolto all'interno) ed esternalizzanti (il disagio esplode nel comportamento: ADHD, disturbi della condotta).
DA RICORDARELa definizione di DSA è, per il libro, «da mandare a memoria»: capacità cognitive adeguate, nessuna patologia neurologica, nessun deficit sensoriale.
DA RICORDARECon un DSA i docenti non sono garanti delle opportunità formative: se le difficoltà persistono nonostante le misure del PDP, la scuola può solo comunicarlo alla famiglia.
Scala del QI: 70-85 funzionamento intellettivo limite, 50-70 disabilità lieve, 30-50 moderata
Infografica · la scala del QI
DSAL. 170/2010D.M. 5669/2011misure compensative e dispensativeADHDQI 70-85internalizzanti / esternalizzanti

Libro, p. 200 · ★★★

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4.2.3 Disturbi legati a Svantaggi Socioeconomici, linguistici e culturalip. 202 · 6 esercizi★★

Svantaggio socioeconomico, linguistico e culturale: misure transitorie e didattiche; per gli stranieri prima la lingua, PDP solo in via eccezionale.

  • Ultima macroarea dei BES: studenti di contesti familiari problematici, economicamente svantaggiati o di origine straniera (povertà, ambienti degradati o con elevata criminalità, scarsa o nulla conoscenza dell'italiano).
  • Le difficoltà non dipendono da deficit cognitivi, ma da carenza di stimoli culturali, limitate risorse educative e barriere linguistiche.
  • Possono essere messe in luce dalla scuola, che osserva gli studenti, oppure segnalate direttamente dai servizi sociali.
  • Direttiva 27/12/2012 e C.M. n. 8 del 6/3/2013: individuazione su elementi oggettivi (per esempio la segnalazione dei servizi sociali) o su ben fondate considerazioni psicopedagogiche e didattiche. Le misure dispensative hanno carattere transitorio e didattico, con più strategie educative e percorsi personalizzati che strumenti compensativi e dispensativi.
DA RICORDAREAlunni stranieri: prima gli interventi didattici sull'apprendimento della lingua; il PDP solo in via eccezionale.
DA RICORDAREIn generale è facoltà dei Consigli di classe o dei team docenti individuare i casi per cui attivare percorsi individualizzati e personalizzati, formalizzati nel PDP: la sua validità resta circoscritta all'anno scolastico di riferimento (carattere temporaneo).
BESsvantaggioDirettiva 27/12/2012C.M. 8/2013servizi socialicarattere temporaneo

Libro, p. 202 · ★★

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